h. 18.00 Arte & Jazz
Pinacoteca San Domenico
ARTE & JAZZ – La Purezza dei Vasi
Giovedì 31 luglio
Pinacoteca di San Domenico – Echi della Migrazione
A cura di Antonella Sabatini
La materia muta lingua nel suo invisibile processo di metamorfosi. Per udire quel che tace ci vuole
silenzio. Il silenzio sotteso dalle piccole creature di porcellana è ipnotico. Disteso sopra il pavimento non c’è un messaggio diretto, ma uno spazio in cui ognuno può ascoltare ciò che già risuona dentro di sé.
Un ronzio dell’universo, una traccia ancestrale, un canto antenato nella terra – a tante mani –
Il giardino di anime silenziose, disseccandosi completamente trasforma lo spirito vasaio in un alveare
silenzioso che riluce di vuoto e d’assenza e favorisce un residuo cantabile. Sono voci che il tempo custodisce dentro una apparente natura morta. Voci che hanno bisogno d’incanto e risuonano atto dopo atto passandosi la mano in purezza. L’acqua, la terra, il fuoco, l’aria sono elementi che non usano le parole per dire le cose, si manifestano con un suono cantabile. I vasi sono presenze, hanno una lingua interamente fatti di cerchi, ma i cerchi non cercano nulla, spostano i confini ai margini della materia favorendo al centro il vuoto. E il vuoto è uno spazio informe, deforme che fa spazio ad altro spazio, è illiberabile da ciò che è. È cosi come è. In questo paesaggio senza confini il lutto si dissolve in assenze, mentre i gesti rituali e il canto a viva voce scandiscono un tempo di conforto e ritorno alla vita. L’amore insegna a morire.
Antonella Sabatini (1964, Sant’ Gallen, Svizzera) residente a Fano, ha vissuto il primo anno di vita, all’interno di un Kinderheim svizzero, nel periodo in cui venne promosso il primo referendum in Europa contro gli stranieri, in particolare contro quelli italiani. La separazione dalla famiglia e dalla lingua madre ha fortemente contribuito alla forma del suo pensiero. Per venti anni affianca società di produzione fotografica e di comunicazione, curando pubblicazioni istituzionali e di progetto. Nel 2001 co-fonda insieme a Giorgio Di Tullio, una società di ricerca per l’innovazione di design e culturale: gli oggetti, installazioni e progetti sono stati esposti in musei a Roma, New York, Vancouver, Johannesburg, Instambul, Tel Aviv, Parigi, Rabat, Francoforte, Milano, Helsinki, Lubjiana. Alcuni di essi sono stati premiati con riconoscimenti internazionali. Dal 2010 si dedica interamente ad una propria ricerca. Il corpo delle opere comprende la scultura, la fotografia e il video che dialogano con lo spazio e la complessità del tempo. I soggetti di queste azioni sono investiti sia dalla memoria che dalle loro funzioni innate e diventano metafora di vita. Lo sguardo attraverso le diverse superfici di esposizione sposta continuamente la ricerca.