Exodus Stage: il valore delle differenze a Fano Jazz By The Sea

di Emanuele Fortino

Fano Jazz By The Sea è contaminazione tra culture ed esaltazione delle differenze di valore. In una parola sola: Jazz. Una musica da sempre legata al riscatto sociale e ad ideali di solidarietà tra popoli e culture differenti. Questo è ciò che rappresenta Exodus Stage “Gli echi della migrazione”.

La solidarietà impressa nel codice genetico del Jazz

La musica jazz è un fenomeno complesso, la sua sterminata varietà composta da una miriade di sottogeneri e numerose influenze etniche permette di porre una riflessione sui vantaggi che si possono trarre dallo scambio interculturale e sulla ricchezza di spirito che si può ricavare da una società aperta e multiculturale.

Il jazz è un fenomeno complesso, la sua sterminata varietà composta da una miriade di sottogeneri e numerose influenze etniche permette di porre una riflessione sui vantaggi che si possono trarre dallo scambio interculturale e sulla ricchezza di spirito che si può ricavare da una società aperta e multiculturale.

Lo spirito di apertura e solidarietà è parte dell’essenza del jazz sin dalla sua nascita. A sottolineare l’importanza di questo genere musicale che da sempre ha fatto sue battaglie per i diritti civili è il riconoscimento da parte dell’Unesco che nel 2012 ha istituito la Giornata Internazionale del Jazz festeggiata ogni 30 aprile. Anche per questo motivo in questa fase storica Fano Jazz By The Sea non può non prendere posizione nei confronti del più grande dramma del nostro tempo: quello della migrazione, il nostro motto è We take a stand – prendiamo posizione a favore dell’inclusione sociale dei migranti.

Pinacoteca San Domenico, casa di Exodus Stage “Gli Echi della Migrazione”

Come nelle precedenti tre edizioni anche a Fano Jazz By The Sea 2019 ad ospitare Exodus Stage sarà la Pinacoteca San Domenico: una splendida ex-chiesa in pieno centro a Fano, risalente al 1200, ricca di affreschi ed opere d’arte. La struttura è stata restituita al pubblico dopo 60 anni di incuria grazie al piano di riqualifica e valorizzazione dei beni immobili da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano. Oggi è possibile porre questo angolo di storia al centro di attività culturali importanti come quella dell’Exodus Stage “Gli Echi della Migrazione”.

Il luogo è stato testimone delle performances di Jabel Kanuteh che ha aperto Exodus Stage nella 25ª edizione del festival. L’artista gambiano aveva suscitato grande grande emozione per la sua storia commovente: primogenito di 10 figli ha imparato a suonare la kora da suo padre divenendo un griot, ovvero poeta e cantore che deve conservare la tradizione degli antenati. In italia è arrivato dopo 3 giorni di viaggi in mare e 20 di deserto transitando per il Mali e la Libia. La storia di Jabel è l’emblema dello spirito dell’Exodus.

Exodus: gli echi della migrazione

Fano Jazz by the Sea attraverso l’iniziativa “Exodus: gli echi della migrazione” si propone di far riflettere e stimolare un certo spirito critico su una delle problematiche centrali della società occidentale: il flusso migratorio, un fenomeno di dimensioni bibliche che spinge migliaia e migliaia di migranti a scappare dai loro paesi d’origine devastati da guerre e povertà spesso causando tragiche ecatombi nel profondo del mar mediterraneo, una piaga verso cui istituzioni europee e cittadini non possono più voltare lo sguardo dall’altra parte.

Ad aprire l’evento sarà Dudù Kouate il 22 Luglio. Nato in Senegal da una famiglia di griot vive e suona in Italia da decenni ed è uno dei percussionisti più richiesti e attivi nella penisola e non. E’ un artista eclettico in grado di suonare diversi strumenti, cantare e raccontare storie antiche che si riflettono nell’attualità. Il 23 Luglio sarà la volta di Luciano Biondini, uno dei fisarmonicisti più apprezzati sia in area Jazz che in altri ambiti musicali. Nei suoi concerti da solista  improvvisa ed elabora melodie italiane provenienti dalla canzone d’autore, dal pop e dal cinema.  Il giorno dopo il 24 si esibirà Jaques Morelenbaum uno degli strumentisti, arrangiatori e produttori brasiliani più illustri che vanta collaborazioni con tutte le grandi firme della musica brasiliana

Il 25 Luglio la sassofonista americana Marìa Grand darà vita ad un concerto ispirato a una figura della mitologia greca: Persefone, attraverso una performance musicale ricca di fascino e di mistero. Un altro sassofonista prenderà la scena nella Pinacoteca il 26 Luglio: Dan Kinzelman. L’artista di origini americane metterà alla prova i limiti della mente e del corpo: mediante l’utilizzo di speciali tecniche di respirazione creerà una sorta di paesaggio sonoro che scaturiscono da una singola nota. 

Infine a chiudere l’Exodus sarà Adam Ben Ezra contrabbassista e polistrumentista di origini israeliane. Grazie al suo virtuosismo e alla sua naturale musicalità si è ritagliato un posto unico nel panorama musicale internazionale. Nella sua musica è possibile ritrovare riferimenti culturali dei grandi del passato abbinati alla sua grande originalità.

Come accedere a Exodus Stage

Assistere al palco dell’Exodus è GRATUITO, per maggiori informazioni è possibile consultare il sito nel seguente LINK.